The sky shits down as the Gods start feeling sick.
Mondi stanchi, sfiniti, immobilizzati dalla sclerosi degenerativa che riduce la vista, restringe gli orizzonti, e rende la percezione illusoria che ciò che è vecchio diventa universale, in una finta prospettiva che prospettiva non è, ma solo un ricorrere compulsivo a soluzioni del passato. Vecchie soluzioni per vecchi problemi. Non si tratta di deficienza creativa progressiva, ma di una totale mancanza di energia vitale.
L’energia vitale genera percezione di abbondanza, e in quella abbondanza si cerca, con disinvoltura, la soluzione tra le soluzioni. Ma i mondi stanchi sono sordi al richiamo della vita affamata di futuro e, in una visione miope e reazionaria, annaspano in un’atmosfera asfittica, mentre continuano a proporre minestre riscaldate su tavole imbandite secondo antiche liturgie.
Intanto la pioggia è sempre più sporca. Un cielo nero, denso di egoismi industriali, scarica giù piogge sature di colpe. Il cielo del vecchio mondo ha la dissenteria, e chi non ne ha coscienza si irrigidisce per difenderne gli schemi, i dogmi e i paradigmi. Peccato, sarebbe così rigenerante spostare l’attenzione su ciò che di nuovo sta sbocciando al margine della scena.