Partita di tennis.
Tizio, la sua racchetta, le sue scarpette sponsor, una palla nella mano sinistra che sta per diventare un proiettile contro i riflessi dell’avversario, muscoli caldi pronti a contrarsi, gambe che si flettono…
Caio, il destinatario del proiettile, la sua faccia da avversario, la sua racchetta, la sua attesa negli occhi attenti come quelli di un cane da caccia, muscoli caldi pronti a contrarsi, gambe che si flettono…
Moltitudine pagante, aspettative in tasca, il fiato sospeso e l’attenzione concentrata su Tizio, perché Tizio è quello che ha il beneficio del servizio, l’iniziativa, la titolarità dell’attacco legittimo. Quando Tizio trasformerà l’intenzione in azione la sua brama di vittoria si trasformerà in esercizio della forza e, su un piano orizzontale di sviluppo degli eventi, lui a destra e Caio a sinistra, la moltitudine pagante assisterà alla concretizzazione di ciò per cui ha pagato: lo sviluppo spettacolarizzato di un conflitto.
Tizio vuole la coppa, e anche Caio vuole la coppa, ma la coppa la vogliono tutti proprio perché è “una”, simbolo di esclusiva, la Spada nella Roccia, una sola spada un solo re, tanti iscritti al torneo e un solo vincitore, giocate… giocate… tanto ne resterà soltanto uno. E quindi ogni partita è un conflitto, certamente vissuto con lo spirito civile del sano sport, ma pur sempre un conflitto. Tizio a destra, Caio a sinistra. La palla proiettile è sparata da destra a sinistra e poi da sinistra a destra, in un’alternanza di direzioni suddita della logica orizzontale del gioco, che si interrompe solo quando uno dei due giocatori fallisce. Cicli. Uno vince, all’altro rimangono le frustrazioni e le critiche dei presunti competenti. La moltitudine pagante sembrerebbe fisicamente composta da elementi individuali, ognuno il suo corpo, ognuno il suo vestito, ognuno il suo orologio, ognuno il suo smartphone, la signora Tale e il signor Dei Tali, la signora X e il signor Y, ognuno potenzialmente libero di azioni proprie, ma di fatto un corpo unico. Infatti, osservandola dall’esterno, la moltitudine pagante sembra essere un solo corpo, un’unica identità con duecento teste che si muovono all’unisono, torsione a destra, torsione a sinistra, destra, sinistra… una rotazione del capo sull’asse verticale, ciclica, scandita dal suono dell’impatto della palla sul piano della racchetta, destra, sinistra, destra… Così tutto lo spettacolo si svolge secondo una logica orizzontale su un piano orizzontale degli eventi. Tennis, ping pong, calcio, basket… conflitti legali, conflitti politici, guerre… le probabilità di vittoria sembrano migrare sempre solo tra destra e sinistra. E la moltitudine pagante è sempre lì a dirigere lo sguardo ora su Tizio che sta per sparare una palla micidiale su Caio, ora su Caio che è ancora vivo e risponde con altrettanta voglia di vincere.
Quando, la moltitudine pagante, si accorgerà che alcune partite si svolgono secondo una logica verticale?
QUANDO, LA MOLTITUDINE PAGANTE, SI RENDERÀ CONTO DEL FATTO CHE ALCUNI CONFLITTI NON SI SVILUPPANO TRA CHI È A DESTRA E CHI È A SINISTRA, MA TRA CHI È SOPRA E CHI È SOTTO?
Quando, La MoLTitudiNe PAGAnte, si accorgerà che IL SAPere è l’uniCa RiVoLuZioNe PossiBile?