La scuola. Non si narrerà del film di tre decenni orsono il cui interprete principale è Silvio Orlando, insegnante che lotta per far promuovere tutti i propri studenti, arrivando a difendere gli alunni più difficili trovando in tutti almeno un elemento positivo che ne giustifichi la promozione alla classe successiva. Un collega intransigente e privo d'empatia nei confronti degli studenti, di lui pensa che "dovrebbe lavorare alla Caritas".
Il ricordo del lungometraggio è venuto in soccorso perché esprime le due anime, in contrapposizione, del ruolo dell'istituzione più importante della società dopo la famiglia, appunto la Scuola, e la S maiuscola non è un refuso. I boomer non hanno vissuto la possibilità di frequentare la scuola materna, ma la prima frequenza assidua di socializzazione con i propri pari è stata la Scuola elementare, con la maestra o con l'omologo, più raramente maschile, figure quasi sempre autorevoli, sostituite oggi con fantomatici docenti di scuola primaria. Le elementari sono indubbiamente la seconda agenzia educativa della coscienza che genera la consapevolezza di sé stessi, con l'inizio della creazione delle sovrastrutture e la formazione del Super-io di freudiano insegnamento. Risulta molto forte come idea, ma la prima scelta d'indirizzare la coscienza delle piccole menti è di noi genitori che, invece d'iscrivere nostro figlio all'Istituto spettante in relazione al requisito della residenza, decidiamo quello dove si ritiene che ci sia la/il maestr* ritenut* migliore e i compagni più omogenei al proprio status, condizionato e spesso corrotto dai primi decenni della propria esistenza, in nome del bene supremo della prole, quando lo stesso è la diversità. Ovviamente questa possibilità è più praticabile nelle piccole città, dove le ridotte distanze e il ridotto numero di abitanti facilitano la consuetudine della socializzazione a “maglia stretta”. Il ruolo della Scuola di qualsiasi grado, fino al dottorato di ricerca, non è culturale inteso come luogo di formazione individuale volta all'esercizio d'acquisizione di conoscenze multidisciplinare, perché soggetta a programmi ministeriali, ma deve dotare gli alunni di strumenti per costruirsi un pensiero libero e critico, finanche contro la stessa Scuola.