La santità del luogo è provata dal verificarsi del primo miracolo: l’area di parcheggio è un oceano di autovetture che sembrano far parte di un ecosistema preesistente, ma continuare a cercare è un atto di fede, ed è presto ricompensato con l’apparizione di un posto libero. E ne riconosciamo la natura divina. E immediatamente sentiamo che quel posto era destinato a noi da sempre. Dio ci ama e ci attende all’infinito, e ci prende per mano fin dall’inizio dell’esperienza mistica.
Così entriamo nel suo Regno, e il suo amore diventa materia rivestita di vibrazioni cromatiche, alito divino codificato in design industriale che si offre amorevolmente ai nostri sensi. Scene di pornografia metafisica lucidate dallo spray moralizzante del teo-consumismo. Pellegrini in terra santa, ossequiosi frequentatori del Tempio, fedeli attori del rito della transazione commerciale, rapiti dalla dimensione mistica del mantra:
“Compro ergo sum
Consumo ergo sum
Smaltisco ergo sum”
…e l’ultimo verso del mantra si ricongiunge al primo, in un cortocircuito infernale che non lascia spazio alla domanda: “ma io, chi cazzo sum?”
Un magico mix di articoli tecnologici e ornamentali innescano visioni di paradisi domestici e domotici, e il Sapiens Sapiens non può fare a meno di vedere sé stesso in quei paradisi, mentre la sua creditcard sapiens si predispone alla suzione. Tutto sembra perfetto in un’atmosfera che sa di confetto, il giusto livello di narco-distrazione che ci permette di non sentirci sbattere in faccia la domanda dalla quale da sempre fuggiamo: “qual’è il senso?”. Se fossimo obbligati a rispondere in onestà dovremmo confessare: “consumiamo per non capire.”
Umanoidi vestiti da umani, spettatori dell’alba del giorno della fine, gustiamo l’aperitivo su comode sedie sdraio, e sognamo una primavera alla quale non avremo accesso, con la coscienza a bagnomaria nell’acido cloridrico del conformismo devozionale. Prima del tramonto udiremo il richiamo del Fato e brevi annunci di servizio… Non sarà la notifica che iniziano i saldi, ma l’avviso che tutti sono attesi alle casse. L’esperienza mistica non si conclude come quella di Abramo che, nell’atto di sacrificare suo figlio, viene fermato da un dio che voleva solo metterlo alla prova. I lettori di codici a barre ci giudicano, Minosse digitale, misurano la nostra inconsistenza, centesimo per centesimo…
…bip…
…poi ancora bip…
Tanti bip quante sono le distrazioni che ci siamo concessi pur di non rispondere a quella maledetta domanda…
…bip…bip…
…poi paghiamo.
“Avvisiamo i signori clienti che nel giorno della fine non si accettano buoni pasto e carte prepagate”.