Il prossimo sole non sorgerà ad est.
Rivoluzione degli assi di rotazione. Traslazione dei punti di vista. Ampliamento del campo visivo. La meta non ha coordinate spaziotemporali, ma è compresa tra Pi greco e un coefficiente esponenziale del valore del raggio che è affamato di infinito. E il raggio è il pensare.
Per tutta la notte abbiamo viaggiato verso sud – esplorazione di territori psichici sconosciuti – al margine della plasticità sinaptica.
Per tutta la notte, abbiamo navigato seguendo la stella della giustizia sociale – stella proibita, assente nelle mappe del possibile – luce clandestina nel buio siderale delle logiche del profitto.
Abbiamo navigato vincendo i gravitoni del protopensiero meccanico, lasciandoci dietro le strutture stalattitiche del “posseggo ergo sum” - calcificazioni egoiche occlusive. Per tutta la notte, nella nebbia fitta della miopia da contenimento, placenta tossica, abbiamo navigato, sfidando gli assalti dei mastini del mare, e senza mai tradire la dottrina:
“Navigare destrutturando.
Navigare deprogrammando.
Fino alla rivoluzione degli assi di rotazione e alla traslazione dei punti di vista.
Fino alla corrosione degli stereotipi.
E destrutturando edificare ponti che diano accesso a nuovi mondi”.
E il prossimo sole non sorgerà ad est, ma in quell’arco di orizzonte compreso tra il rifiuto dell’inaccettabile e le porte dell’impossibile. E sarà il primo sole di un nuovo tempo.